Edizioni San Marco dei Giustiniani
La Storia
Le Edizioni San Marco dei Giustiniani, fondate da Giorgio e Lilli Devoto nel 1976 a Genova, sono state inaugurate dalla raccolta di versi di Alfonso Gatto “Lapide 1975” e festeggiano quindi nel 2026 ben cinquant’anni di presenza attiva e costante nel panorama culturale italiano. Ciò che caratterizza sin dall’inizio la Casa Editrice è l’interesse esclusivo per la poesia e i testi ad essa strettamente legati.
Nel corso del tempo appaiono, nella collana Quaderni di poesia, i più importanti autori del secondo novecento, fra gli altri Gatto, Penna, Caproni, Sbarbaro, Raboni, Ceronetti, Luzi, Rosselli, Fortini. Altro polo di interesse dell’attività della San Marco dei Giustiniani è, sin dal suo esordio, la poesia dialettale, a cominciare da “Pan de pura farina” del gradese Marin, cui seguiranno Loi, Grisoni, Giacomini, Giotti, Tessa, Guerra e altri, oltre alla pubblicazione dell’opera completa del genovese Firpo. Alla collana madre dei Quaderni di poesia se ne sono poi affiancate altre: tra queste Il Leudo e le Pietre di Luna, che hanno ospitato le prime raccolte di poeti come Testa, Buffoni, Fiori, Morovich.
Nel 2000, nell’ambito del progetto “Il mare che unisce”, promosso dalla Regione Liguria, le Edizioni inaugurano Poeti della Riva Sud del Mediterraneo, sottocollana dei Quaderni di poesia dedicata alla poesia contemporanea di lingua araba. In essa sono pubblicati autori del calibro di Adonis, Al Bayyati, Al Fayturi, Qabbani, Baydoun, Nasser, Darwish, Moussa, Sabur, Wieseltier, Tengour, Bennis, Haddad, Mikhail, il persiano Eshqi ed altri, sempre con testo a fronte. Non mancano grandi autori stranieri come Pound, Gascoyne, Grass, Frénaud, Deguy, Jabès, Bonnefoy, Char, Sarajlic, Illyes, Valèry, per la pubblicazione dei quali, nel 2001, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha conferito alla Casa Editrice il Premio Nazionale per la Traduzione.





Nel corso degli anni il catalogo si arricchisce ulteriormente con altre collane, come i Quaderni del tempo, stampati in trentaduesimo, in sole trecentocinquanta copie numerate (di cui cinquanta fuori commercio), nella quale sono già usciti, tra gli altri, epistolari di Montale, di Sbarbaro, e di Bertolani, oltre a un’antologia di poesie Sufi, una di poesie Futuriste e “La celeste Pietroburgo”, ove voci femminili del novecento cantano la città. E poi “Lapide 1975” di Gatto, oltre a titoli di Penna, Jabès, Prodenzani, Luzi, Merini e le “Prose liguri” di Betocchi. Ne I fuori collana ci piace ricordare, fra gli altri, “Per Giorgio Caproni”, “Alla scoperta della terra più conosciuta” di Gatto, la riedizione dei famosissimi “Otto studi”, uno dei testi più significativi di Bo, l’edizione critica de “Il viaggiatore insonne” di Penna, “Pensieri e note” di De Pisis, “Lettera a nessuno” di Laporte, “Le carte incrociate” di Adele Dei. Si ricorda ancora il “Quaderno bibliografico 2001” dedicato a Giorgio Caproni, gli “Atti del Convegno su Camillo Sbarbaro”, al quale è inoltre dedicata per intero la collana dei Quaderni sbarbariani, che intende delineare un ritratto del più schivo fra i poeti del novecento italiano attraverso documenti, saggi e i carteggi con Alceste Angelini, Enrico Falqui, Adriano Guerrini, Giorgio Caproni, Mario Novaro, Carlo Bo, Giovanni Solari, mentre è preparazione quello con il suo editore/amico Vanni Scheiwiller.